Lo stabilimento di Pomigliano, oggi tra i primi al mondo per qualità, efficienza, produttività e redditività, è un “riferimento per lo sviluppo di una imprenditoria italiana nuova, efficace e moderna”. 


Grazie al programma BellaFactory, infatti, qui è stato possibile ridurre i costi di trasformazione del 32% e la percentuale di assenteismo, migliorare la qualità e l’efficienza di montaggio. ll programma BellaFactory è migliorativo, in quanto la fabbrica al centro del dialogo politico, sociale, riduce i costi e l’assenteismo, migliora la formazione.


Le risorse sindacali vanno informate e formate per agevolare lo svolgimento di un’azione comune verso il raggiungimento degli obiettivi in fabbrica, alla salvaguardia della sicurezza e salute dei lavoratori, nonché al miglioramento dell’intera area dell’organizzazione del lavoro e delle relazioni industriali. Senza una diversa consapevolezza dei lavoratori, anche il più costoso miglioramento di processi rischia di fallire miseramente. Per evitare ciò, serve sicuramente un diverso approccio sindacale, più partecipativo e meno antagonista; i quadri sindacali di fabbrica devono diventare problem solver, non problem maker.


Grazie a BellaFactory, le fabbriche sono un modello positivo.


L'intervento di Marco Roselli

Marco Roselli, Segretario Nazionale FISMIC-CONFSAL

Noi siamo quello che facciamo

Negli anni ‘70, quella tra azienda e sindacato era una situazione di contrattualizzazione permanente, di contrattualizzazione singola fabbrica, in cui quasi ogni singolo lavoratore contrattava individualmente con il proprio datore di lavoro (creando un sistema in cui le continue richieste da parte dei lavoratori vengono respinte dai datori di lavoro).


La firma del CCSL, contratto collettivo specifico di primo livello del gruppo FCA-CNH, ha significato l'introduzione di una contrattazione ne bis in idem, mai due volte sulla stessa materia - ovvero si contratta, si condivide, si applica ciò che si è stabilito. Il CCSL offre un percorso condiviso, in cui i potenziali contrasti tra azienda e sindacato arrivano ad una condivisione, al fine di migliorare sia la produttività sia la qualità delle condizioni di lavoro.  


Questi obiettivi sono raggiungibili anche grazie all’Ergo-UAS, il metodo più diffuso nelle principali fabbriche europee dell’automotive, nonchè accettato e condiviso tra le parti, non più soltanto focalizzate a trovare un criterio per valutare la gravosità della prestazione, quanto a controllare se il lavoratore sta applicando correttamente determinati principi ergonomici durante lo svolgimento della sua attività. L'Ergo-UAS potrà fornire alle risorse sindacali gli strumenti culturali per interagire con l’azienda nel modo più appropriato.

Gianluca Ficco, Segretario Nazionale UILM

Il recepimento nella contrattazione collettiva dei sistemi scientifici dell’organizzazione del lavoro

Gli interventi sindacali

#mtmexperience17

Come deve agire il sindacato al fine di migliorare i rapporti con l'azienda ed intraprendere un percorso comune di miglioramento?

Nell'ottica di mantenere un confronto aperto con l’azienda, è indispensabile che le risorse sindacali ricevano una corretta ed adeguata formazione.


Il sindacato non deve più rappresentare un “ostacolo”, per le aziende, ma, anzi, deve diventare una parte attiva, che vuole intervenire comprendendo a fondo le dinamiche di organizzazione del lavoro, nel rispetto di un rapporto basato su un linguaggio trasparente ed una condivisione di contenuti.


Oltre alla partecipazione attiva nelle realtà aziendali, è necessario facilitare anche, soprattutto, l’attività di negoziazione, in quanto la parte sindacale comprenderebbe realmente il ”linguaggio” utilizzato dalla controparte aziendale e questo agevolerebbe il percorso verso un accordo comune.

Ferdinando Uliano, Segretario Nazionale FIM-CISL

Quali relazioni sindacali nei processi di cambiamento della quarta rivoluzione industriale